
Riparte il nuovo anno di attività dell’Ensemble de Saxophone di Varese e riparte per festeggiare la Giornata Internazionale delle Donne con il meraviglioso concerto “Non solo mimose “ in un pomeriggio piacevolissimo con tanta bella musica, brani divertenti e allegri, un pubblico numeroso, entusiasta e partecipe ed un’orchestra che, ogni volta, regala emozioni profonde ed anche spunti di riflessione innescati da quelle scarpette rosse su un palco profumato di mimose per portare in platea tutte le donne vittime di una brutalità che lascia senza parole.
Il programma, pensato per accontentare tutti i gusti, ha spaziato da musical famosi a Bach, da le principesse di Andersen al “Mago di Oz” e ancora fiabe con Amelie e Aurora, la commozione con “Love Story” e “Giuletta e Romeo”, il divertimento con i cartoni animati che ha riportato tutti all’infanzia e una Carmen che ci ha trascinati tra le strade di Siviglia a ballare al ritmo travolgente della passione spagnola.
Il filo conduttore del concerto, quindi, le donne da Heidi a Maria, da Giulietta a Carmen, da Lady Oscar a Evita in un’altalena di generi, di ritmi e di tante sfaccettature differenti tra di loro che, ricomposte, danno una figura femminile complessa, con caratteri, emozioni, pensieri, passioni che compongono quell’universo femminile che può sembrare incomprensibile a chi vi si accosta con superiorità e supponenza mentre può offrire tesori inimmaginabili a chi è pronto a mettersi in gioco in un rapporto paritario.
Allora proviamo a cercare queste sfaccettature e a ritrovare in ognuna di essa un pezzetto della propria anima.
Il concerto è iniziato con un medley di musical famosi, il primo brano tratto da “Jesus Christ Superstar”, un’opera rock composta da Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice, rappresentato per la prima volta nel 1971 racconta l’ultimi giorni di vita di Gesù da un punto di vista inedito ed originale, quello di Giuda Iscariota, il traditore per antonomasia. Tra i personaggi si ripresenta a più riprese Maria Maddalena osteggiata da Giuda che non la vuole tra i fedelissimi del Maestro, quella Maria Maddalena che sarà ai piedi della croce ad assistere alla morte del Figlio di Dio, che sarà al sepolcro con Giuseppe d’Arimatea e che sarà la prima a vedere Cristo risorto.
Segue “Evita” scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber nel 1978 liberamente ispirato alla vita di Evita Peròn, moglie del presidente argentino Juan Domingo Peròn; la figura di Evita, per molti controversa, è riuscita a diventare oggetto di venerazione per il popolo argentino,
Salto di ambientazione e di situazione e ci troviamo coinvolti nella trama di “Grease”, sceneggiatura e musiche di Jim Jacobs e Warren Casey, prima rappresentazione nel 1971 e portato al grande schermo nel 1978 con un cast magnifico trascinati da una dolcissima Olivia Newton John e da un John Travolta spaccone e presuntuoso ma con un’anima timida e romantica che tenta di nascondere agli amici, alla fine i due protagonisti si scambieranno i ruoli lei vestendo quella della seduttrice e lui quello del bravo ragazzo.
Ambientato sempre in una scuola “High School Musical” vede due ragazzi cercare di restare in equilibrio tra i loro desideri, recitare in un musical, e le aspettative di amici e genitori che li vorrebbero campioni sportivi o geni matematici.
Conclude il medley “Mamma mia” che prende il nome dalla canzone degli Abba, la trama vede tre uomini contendersi la paternità di una ragazza, non si arriverà a capire chi dei tre lo sia.
Al secondo punto del programma troviamo l’”Ave Maria di Bach-Gounod”, come spiegato dalla commentatrice Valentina Primon il brano è una composizione sul testo in latino dell’Ave Maria di J.S. Bach, 137 anni dopo, nel 1859, Charles Gounod prese il Preludio No. 1 in do maggiore e vi sovrappose la musica del canto. Il maestro Levato ha dato un piccolo assaggio di come sia possibile prendere un brano scritto da un autore e intrecciarlo con una nuova melodia rendendolo straordinario come straordinaria è stata l’esecuzione dell’Ensemble.
L’Ave Maria è stata dedicata dal Direttore Levato al caposcuola della didattica per il sax, il Maestro Jean Marie Londeix deceduto nella settimana precedente e che ha lasciato un’eredità inestimabile a tutti i suoi allievi o agli iscritti ai vari master e corsi di perfezionamento che ha tenuto in tutto il mondo trasmettendo loro la propria passione per l’insegnamento di questo meraviglioso strumento.
Per ricordare i 150 anni dalla morte di Hans Christian Andersen ecco a voi due delle sue eroine: “La Regina delle Nevi” e “La Sirenetta”. Nella prima fiaba, divisa in sette parti, si trovano tante figure femminili a cominciare da Gerda, la protagonista che andrà a salvare il suo amico Kai, alla Regina delle nevi che, con la sua slitta, porta i fiocchi di neve in un mondo che vorrebbe di ghiaccio come il suo regno. Ne “La Sirenetta” ci spostiamo al mare dove sul fondo vive La Sirenetta con il padre, il re del mare.
A quindici anni alla piccola sirena è concesso di nuotare fino alla superficie e così che vede una nave comandata da un bellissimo principe del quale si innamora, la nave viene travolta da una tempesta ma il principe viene salvato dalla creatura marina che desidera avere un’anima e una vita come gli esseri umani e non dissolversi nella spuma marina come sarà il suo destino. Ma il principe svenuto non vede la sua salvatrice che con una pozione magica si trasforma in essere umano in cambio della voce, i due si incontrano ma lui non si innamora della fanciulla anzi va a cercare la sua sposa altrove. La Sirenetta ha ancora una possibilità per tornare almeno ad essere una sirena: uccidere il principe e bagnare i suoi piedi nel suo sangue ma la fanciulla non riesce ad uccidere il suo amore, in cambio diventa una figlia dell’aria che potrà avere un’anima e raggiungere il paradiso dopo trecento anni di buone azioni.
Altra protagonista affascinante è Dorothy protagonista del romanzo per ragazzi “Il meraviglioso Mago di Oz “di Lyman Frank Baum, pubblicato nel 1900, nella prefazione l’autore spiega di aver voluto riformare la struttura della fiaba che per lui non deve avere una finalità moraleggiante ma deve semplicemente meravigliare e divertire i bambini. Dorothy, orfana di entrambi i genitori, vive nel Kansas con gli zii, un giorno un tornado trascina la casa di Dorothy, la bimba e il cane in un mondo fantastico dove incontra, oltre a streghe buone o cattive, strani popoli e un Leone senza coraggio, uno Spaventapasseri senza cervello e un Taglialegna di latta senza cuore. I tre si uniscono alla bambina e al suo cane Totò e seguono la strada di mattoni gialli per raggiungere la Città di Smeraldo dove ognuno di loro spera di ricevere dal mago che regna su quel mondo un cuore per il Taglialegna, il coraggio per il leone, un cervello per lo Spaventapasseri e il segreto per tornare nel Kansas per Dorothy.
L’Ensemble ha deliziato il pubblico con una doppia versione della famosissima canzone del film del 1939 interpretato da Judy Garland, la prima nell’arrangiamento del maestro Stelio Licudi e la seconda in quella più leggera e ritmata di Chiara Galiazzo. Per tutta la durata dell’esecuzione il pubblico è stato trasportato oltre l’arcobaleno alla ricerca di quei sogni fatti da bambini, sogni che un giorno diventeranno realtà.
Da “Il Mondo di Oz”, con un colpo di bacchetta… magica, il maestro Levato ci trasporta senza tornado ma dolcemente ne “Il favoloso mondo di Amélie” del 2002. La storia è un intreccio di vite che Amélie cerca di migliorare con modi fantasiosi, alla fine, grazie ad un messaggio lasciato dall”Uomo di vetro, capisce che per fare del bene agli altri deve fare del bene anche a se stessa. L’altra figura femminile che si contrappone ad Amélie è Aurora, la bella principessa de “La bella addormentata nel bosco” fiaba europea nella versione di Charles Perrault, in quella dei fratelli Grimm e nell’adattamento cinematografico a disegni animati della Walt Disney del 1959. Ma la storia di Aurora, la fanciulla che, senza colpa, viene condannata a dormire 100 anni per essere svegliata dal bacio di un principe è stata anche la trama di un balletto creato da Marius Petipa su musiche di Petr Ill’c Cajkovskij di cui l’Ensemble ci ha fatto ascoltare il bellissimo valzer.
Il momento più commovente è iniziato quando Valentina ha annunciato l’esecuzione successiva: “Love Story” e “Romeo e Giulietta”. Nessuna delle due storie ha bisogno di presentazione, ormai fanno parte dell’immaginario collettivo come le più belle e strazianti storie d’amore mai raccontate.
Il libro “Love Store” uscì il 14 febbraio, giorno di San Valentino, del 1970 sulla traccia di una sceneggiatura scritta dallo stesso autore, Erich Segal; il film ebbe grande successo e la colonna sonora, composta da Francis Lay, vinse l’Oscar per la miglior musica.
La figura femminile domina tutto il libro, Jennifer entra nel cuore del lettore o dello spettatore da subito per la forza, il coraggio, la determinazione e la sua visione della vita, Oliver, viziato figlio di famiglia ricchissima lascia la sua vita dorata per stare insieme a Jenny e si fa amare per il valore immenso che dà ad ogni momento trascorso accanto al suo amore. Che dire poi del brano “A Time For Us” che Nino Rota compose per il film di Franco Zeffirelli “Romeo e Giulietta? Quali parole possono sostituire la commozione che aleggiava nell’Auditorium mentre sulle note che si levavano dai sax si sovrapponeva l’immagine di Oliver che si distende nel letto accanto a Jenny per tenerla stretta a sé e non lasciarla scivolare via o la disperazione di Giulietta che alla vista del suo amato Romeo riverso sul suo sepolcro senza vita afferra il pugnale che lui portava al fianco e si trafigge il cuore perché al mondo non può esistere Giulietta senza il suo Romeo così come non può vivere Romeo se la sua Giulietta non vi è più?
Dopo tanta commozione il concerto è andato avanti sulle note leggere di tre eroine dei cartoni animati: Heidi, Candy Candy e Lady Oscar.
Ognuna di loro è chiamata a superare dure prove, Candy orfana, viene adottata da una famiglia che però la maltratta, incontra amici e nemici e da grande decide di fare l’infermiera, nonostante le traversie mantiene immutato il carattere dolce ed ottimista che la contraddistingue anche se sa essere anche testarda, ribelle e selvaggia.
Lady Oscar, fanciulla aristocratica, viene cresciuta come un uomo dal padre che desiderava un figlio maschio, arruolato tra le guardie reali Oscar diventa l’amico di Maria Antonietta futura sposa di Luigi XVI, tra colpi di scena, innamoramenti, fraintendimenti Lady Oscar ci racconta gli ultimi anni del regime che finirà nel sangue della Rivoluzione Francese.
E poi arriva Heidi con le sue caprette che le fanno ciao, il suo amico pastore e il nonno burbero che si farà commuovere dalla bontà, dall’entusiasmo e dell’amore per tutte le creature della nipotina.
A far da eco ad Heidi non sono state le montagne ma il pubblico del “Paolo Conte” che volentieri ha raccolto la sfida del maestro Levato a rispondere alle note dei sax con la propria voce.
Ultimo brano in programma una Fantasia della Carmen di Bizet.
L’opera lirica musicata da George Bizet rappresentata per la prima volta all’Opera-Comique a Parigi il 3 marzo 1875, appena tre mesi prima della morte del suo compositore, non ebbe subito grande fortuna e Bizet non poté vederne il grande successo ottenuto in seguito. Ascoltare la scelta dei brani operata dal maestro Levato è stato come essere a Siviglia nella meravigliosa Plaza de Espana dove ballerini professionisti si esercitano affascinando il pubblico di turisti. La figura di Carmen, sfrontata, passionale sigarettaia che canta la sensuale Habanera, il dolcissimo andandino che apre il III atto e per concludere la vivace Ouverture sono stati il finale degno degli applausi calorosi del coinvolto pubblico.
Il pomeriggio si è concluso sulle note del Valzer di Dmitrij Dmitrievic Sostakovic, unico bis concesso nonostante gli insistenti applausi che richiamavano il Maestro sul palco.
Durante il concerto è stato un piacere ammirare i disegni realizzati da Elena Paronzini e l’addobbo floreale realizzati da Michele Palma e dalla signora Elena Biardi.
I complimenti vanno ad ogni singolo orchestrale, straordinari tutti che hanno regalato grandi emozioni agli spettatori, ai solisti Mattia Primon, Riccardo Gentilomo, Silvano Primon, Olivier Puget, Mauro Donadini, Michele Palma, che con virtuosismi meravigliosi hanno fatto apprezzare la loro bravura nel trarre dal loro strumento fascino, commozione ed allegria e infine l’applauso più caloroso e sentito va al maestro Giuseppina Levato che ancora una volta, da persone così diverse tra di loro per età, professione, identità ha saputo creare un gruppo compatto, coeso, affiatato, innamorato della musica e dei suoi rutilanti strumenti.
Buona festa della donna a tutti.